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4.002
Luogo
Strada Statale 194

Necropoli di Pendente Petrulli

UBICAZIONE
Contrada Pendente – Petrulli
DATAZIONE
VI sec. A. C
BREVE DESCRIZIONE
Necropoli del periodo greco scoperte nel 1891 in occasione dei lavori di costruzione delle rete ferroviaria. Scavi a cura di Paolo Orsi nel 1892-1898.

Da capire se è un altro sito nelle vicinanze o se nella sostanza è lo stesso sito

Fattoria romana di Contrada Pendente.

Fattoria, palmento e due nuclei sepolcrali  di epoca imperiale e bizantina, un sacello di età medio imperiale (da da Linee guida del piano paesistico regionale. 

sito sottoposto a vincolo archeologico DA 2210 del 21/09/1988

 

La necropoli di Pendente Petrulli
(dal sito del comune di Ragusa: https://www.comune.ragusa.gov.it/notizie/archivi/rgsottosopra.html?i=7776&docs=12&y=2008)

(scavi 1892-1898) La prima scoperta di tombe di tipo greco a Ragusa fu effettuata nel 1891, durante i lavori per la costruzione della ferrovia. Le tombe scoperte a Pendente Petrulli erano di due tipi. Il primo tipo è costituito da una tomba a fossa incavatfoto articoloa nella roccia coperta con tre lastre incastrate e saldate in una risega laterale, un vero e proprio incavo di alloggiamento. La fossa stretta e profonda conduceva fino al vero e proprio letto funebre che presentava una nicchia laterale ove erano stati raccolti i vasi che accompagnavano il defunto, deposto con la testa a sud-ovest. Un altro tipo di tomba rinvenuta nel 1891 a Petrulli Pendente presentava sempre una fossa, stretta e profonda, coperta da tre lastre di pietra pece. Mfoto articoloa qui il corpo del defunto era inumato dentro un sarcofago sempre in pietra pece con coperchio e acroteri agli angoli. I vasi durante la cerimonia funebre erano stati sistemati sopra il coperchio del sarcofago.
L’Orsi ritorna a Ragusa con 12 operai dal 20 al 30 giugno 1898 e riprende con tenacia lo scavo della necropoli vicino alla stazione, nella spianata rocciosa di Cucinello dove era stata tagliata la profonda trincea per il passaggio della ferrovia. L’Orsi ha buona fortuna e in poco tempo ai lati della ferrovia scopre altre 24 tombe greche dello stesso tipo di quelle rinvenute nel 1891. Vengono alla luce altre fosse di forma rettangolare, con poca ceramica di corredo e inumazioni singole. La tomba VIII è particolare: una fossa coperta con una lastra monolitica che conteneva all’interno un sarcofago pure monolitico coperto con un’altra lastra.
Ma le sorprese per l’Orsi non finivano: nella tomba XV rinvenne una eccezionale concentrazione di sculture:

    • l’avancorpo di una sfinge con i pettorali ben evidenti e robusti, con la gamba destra conservata e con resti dell’ala;

 

    • il retrocorpo di un quadrupede forse un bovino (o un leone?) con la coscia destra nell’atto di incedere;

 

  • un cavallo, grande al vero, con un’ampia bocca, labbra accentuate e narici profonde e divaricate.

La fossa riservò all’Orsi ancora altre sorprese; dentro infatti furono rinvenute tre lastre frammentarie con iscriziofoto articoloni funerarie che contenevano nomi greci personali.
Dunque sulla tomba XV forse doveva essere stato costruito, dopo il seppellimento di un personaggio importante, un vero e proprio gruppo scultoreo con un equino, un bovide e una sfinge.
L’eccezionalità delle scoperte monumentali nella necropoli greca della stazione di Ragusa, a Cucinello, nel 1898, tuttavia , era destinata ad accrescersi.
Durante gli scavi Orsi rinvenne la fondazione di un edificio, di forma rettangolare di mfoto articolo. 8,40 x 5,85. All’interno dell’edificio era ubicata una tomba, la tomba X. Orsi suppose che sul basamento dovevano esserci delle colonne: 4 nei lati brevi e 6 in quelli lunghi. Nuove scoperte della necropoli greca di Ragusa avvennero nel 1956, proprio sulle pendici della collina di contrada Rito. Antonio Di Vita scoprì nella zona retrostante l’ospedale settantasei tombe.
Di queste tombe ben quarantatre erano simili a quelle trovate da Orsi, cioè delle fosse con corredi e inumfoto articoloazioni singole. Diciannove tombe erano costruite con lastre di riporto e sette erano dei veri e propri sarcofagi.
Durante gli scavi di questo altro nucleo della necropoli greca di Ragusa si rinvennero anche 5 tombe ad enchytrismòs, cioè delle anfore che contenevano delle inumazioni di corpicini di bambini morti in tenera età. I genitori avevano seppellito, per pietà, i loro figlioletti utilizzando le anfore. Questo è normale nelle necropoli greche. Ma è molto importante averlo rinvenuto qui a Ragusa; ciò vuol dire che questi greci di Ragusa erano venuti con le loro famiglie, con mogli e bambini. Anche in questa necropoli è stata rinvenuta una scultura monumentale: un leone raffigurato accosciato sulle zampe anteriori che doveva fare parte dell’ornamento di una tomba di prestigio, forse di un personaggio importante, come nella tomba XV di Orsi del 1898 e come succede a Castiglione. infine, un altro lembo della necropoli greca di Ragusa è venuto in luce nel 1960 in via Lombardo Radice.
Qui durante la costruzione di un edificio vengono scoperte nove tombe e ben quattro strade, di cui rimanevano nella roccia ben incise le impronte del passaggio dei carri.
Questo lembo della necropoli presenta altre peculiarità: fosse rettangolari all’interno delle quali venivano bruciati i cadaveri e venivano pure sepolti i cavalli, i montoni e i maiali che appartenevano ai greci qui deposti.
La necropoli greca di Ragusa conferma che questi greci appartenevano a famiglie aristocratiche che avevano portato fino a Camarina e anche all’interno non solo le loro migliori e più preziose ceramiche direttamente importate dalla Grecia (una Lekane protoattica, un Kylix di Siana etc.), ma anche le loro usanze funerarie. Anzi proprio queste particolari usanze sembrano qui esibite per rafforzare maggiormente la loro origine e appartenenza di fronte ai Siculi arroccati sulla collina dove poi sarà edificata Ragusa Ibla.

COMUNICATO: Bene catalogato ma non geolocalizzato. Vi invitiamo a fornire il vostro contributo fornendoci informazioni utili  che ci permettano di geolocalizzare il bene catalogato. Si veda anche “Patrimonio Culturale da Geolocalizzare

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Contributi informativi:  Web

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

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